lunedì 19 settembre 2011

Yogurt & Carbonara

Secondo giorno. Già comincio a scrivere a singhiozzi, ma sarebbe impossibile scrivere ogni giorno. E poi ci si annoierebbe a leggere lunghi post sui resoconti di ogni minuto. La mattinata è partita tardi, non mi arrischiavo di uscire senza sapere bene quali fossero le mie chiavi (il mio coinquilino dormiva sonni profondi) al che solo alle 11:30 mi faccio un caffè con la moca e lo offro a Özgür, che rimane impressionato dalla ingegnosissima tecnologia italica. Dopo di che andiamo in ferramenta per duplicare la chiave del portoncino e poi da Turkcell per la scheda telefonica turca. Dopo un po' di tempo trascorso su internet forse la tariffa che ho scelto non è la più adatta, mando troppi messaggi.. la cambierò. Segue un buonissimo misto di Börek con spinaci e patate vicino allo scalo di Üsküdar, davvero gustoso. Tornati a casa ci si scambia tra coinquilini qualche conoscenza su youtube di video musicali, e il mio coinquilino mi invita a vedere le prove del suo ex gruppo metal, non lontano dalla base. Gruppo infoiatissimo, bravi per il loro genere, ma una musica così estrema (e tutta in grawl) non è molto tra le mie corde (chissà cosa ne direbbe Jurek); pazienza, è stato comunque divertente. Segue una biretta o due (no, due birrone Efes, meglio) in uno dei pub della strada famosa per i pub a Üsküdar (sembra una sintassi da arabisti, vero?). Il gruppo è simpatico, alla mano. Nonostante il mio turco ancora deboluccio per capire ed esprimermi adeguatamente, c'è solo spazio per qualche battuta sul servizio militare o la fauna urbana turca (dai tamarri ai "giongion", tipiche ragazze di Istanbul, ricche, alla moda, occidentalizzate che parlano come se avessero una grossa patata in bocca; perché fa più figo).

Il giorno seguente parte come quello precedente: a rilento. Solo alle 11 sono veramente attivo, e parlo con un amico del mio coinquilino che è venuto la sera prima a dormire da noi, perché troppo lontano da casa (capita in una città da 16 milioni di abitanti). Si parla molto, anche lui pare avere i miei stessi dubbi sulla Turchia odierna, così contraddittoria per prassi religiosa e reale (molto più profana) e si capisce com'è difficile trovare un'identità unica per un cittadino turco, spaesato di fronte al continuo variare di abitudini nella vita quotidiana (spesso appunto causato da scelte di fede o meno) che determinano comportamenti diversi e spesso in contrasto fra loro. Eppure si convive pacificamente. Spero di riuscire a capire meglio un giorno questa situazione. Nel primo pomeriggio mi incontro con Angelo, anche lui erasmus alla mia stessa università. Alla ricerca disperata di una casa dove vivere (per ora sta in ostello) ci facciamo un giro intanto all'ufficio erasmus della nostra università, che senza tanti giri di parole ci rimanda indietro esortandoci a tornare nei prossimi giorni; motivo di tale grande rifiuto: ignoto. Fatto sta che propongo ad Angelo di vedere casa mia e intanto avere un'idea vaga di Üsküdar (il quartiere dove vivo). Dopo un po' di relax non può mancare una bella carbonara. Rovinata (per fortuna solo nel suo piatto) da Özgür con una colata di yogurt che cancella ogni traccia di uova, pepe e pancetta dalla pasta. Inutile farglielo capire, per lui lo yogurt va su tutto. E così siamo arrivato al momento presente. Penso che sia l'ora di studiare un po' il turco. Görüşürüz!

1 commento:

  1. Effettivamente sta fissa di mettere lo yogurt ovunque a volte risulta inquietante...ma devo dire che alla fine mi sono ritrovata anche io a mettere cucchiaiate del medesimo su piatti giudicati impensabili con risultati apprezzabili...

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